La differenza e la retromarcia
La nuova frontiera della misoginia sembra aver assunto l’aspetto di un parcheggio pubblico da 220 posti, su due piani, da poco inaugurato a Triberg, ridente borgo nella Foresta Nera noto soprattutto per i suoi orologi a cucù. Il quotidiano Süddeutsche Zeitung ha raccontato, qualche giorno fa, che in un piano del parcheggio gli spazi di manovra sono molto ampi e molto illuminati, e risultano contrassegnati, sul pavimento, da un vistoso simbolo venusian-femminile.

La nuova frontiera della misoginia sembra aver assunto l’aspetto di un parcheggio pubblico da 220 posti, su due piani, da poco inaugurato a Triberg, ridente borgo nella Foresta Nera noto soprattutto per i suoi orologi a cucù. Il quotidiano Süddeutsche Zeitung ha raccontato, qualche giorno fa, che in un piano del parcheggio gli spazi di manovra sono molto ampi e molto illuminati, e risultano contrassegnati, sul pavimento, da un vistoso simbolo venusian-femminile. Significa che vanno gentilmente lasciati alle signore, a giudizio del sindaco di Triberg, Gallus Strobel, assai più imbranate dei signori (“Donne e motori…” ecc. ecc.). Dedicato ai signori, invece, l’altro piano con posti dai confini più angusti, alcuni dei quali raggiungibili solo in retromarcia attraverso uno slalom tra piloni e pareti. Qui, per terra, è stato disegnato il simbolo di Marte, a significare che è consigliata una giusta dose di testosterone a chi voglia effettuare la manovra senza danni.
Per i molti che hanno sentito odor di pubblicità a buon mercato, e per altrettanti che ci si sono fatti su una risata, c’è stato qualcuno (qualcuna, in verità) che non ha molto apprezzato l’iniziativa del primo cittadino di Triberg e ha deciso di sbugiardarlo pubblicamente. Gallus (nomen omen) Strobel non ha potuto esimersi dal dichiararsi vittima di bacchettonismo politicamente corretto, ma poi ha accettato gongolante una sfida all’ultimo parcheggio lanciatagli da una giornalista della Bild. La quale ha parcheggiato perfettamente in tredici secondi, dove Strobel ci ha messo due secondi in più, in uno dei posti “solo per uomini”. La cosa finirebbe lì, anche perché nell’ormai famoso parcheggio di Triberg non si vieta a nessuno, maschio o femmina che sia, di mettere la macchina dove vuole. Ma il magazine americano Slate, nella sezione “XX factor”, ha voluto mettere in fila i risultati di una serie di rilevazioni sul campo (prima tra tutte quella del National Car Parks, il più grande operatore privato britannico in tema di parcheggi), da cui si evince che le donne parcheggiano meglio, in modo più accurato, solo un po’ più lento. Soprattutto, alla faccia di Strobel, sono più brave degli uomini proprio nella retromarcia.